Referendum sulla Giustizia: la partita resta incerta. Sondaggio Demopolis a poco più di 2 settimane dal voto

A poco più di 2 settimane dall’appuntamento elettorale per il Referendum costituzionale sulla Giustizia, 4 italiani su 10 dichiarano l’intenzione di recarsi alle urne il 22 e 23 marzo. Un segmento determinante del 16%, di quasi 8 milioni di italiani, deciderà nelle prossime settimane se votare o meno.
È la fotografia che emerge dal sondaggio condotto, nelle ultime 24 ore, dall’Istituto Demopolis. L’ultimo prima del black out elettorale.
Oggi prevarrebbe di circa 2 punti il No: il 41% degli elettori voterebbe a favore della Riforma, il 43% la boccerebbe. Con un 16% ancora incerto sulla scelta. Nell’ipotesi di una crescita significativa della partecipazione al voto, il risultato si potrebbe ribaltare con una prevalenza del Sì.
“La sfida elettorale resta molto incerta – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – sarà decisa da chi sarà più motivato a recarsi alle urne”.

Sicurezza urbana, indagine Demopolis: quasi 1 italiano su 2 si sente poco sicuro nella città in cui vive. E i timori aumentano nelle aree metropolitane

Appena il 52% degli italiani si sente oggi al sicuro nel proprio contesto urbano. Più alta, al 70%, risulta invece per i cittadini la sicurezza percepita della propria abitazione. Sui dati incide la variabile dell’area di residenza: si sentono insicuri 6 italiani su 10 che vivono nelle città ed aree metropolitane; il dato scende al 43% negli altri contesti urbani.
Per il 53% la sicurezza nelle città è diminuita negli ultimi anni. Il timore più avvertito è quello di poter subire scippi, violenze, furti o aggressioni fuori casa.
È quanto emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
L’80% degli italiani valuta positivamente il divieto, esteso ai minori, di porto di coltelli o strumenti dotati di lama affilata, con la reclusione da 1 a 3 anni e le sanzioni amministrative accessorie, inclusi la sospensione della patente di guida e del passaporto.

L’Europa dopo 1 anno di Presidenza Trump: l’opinione degli italiani nell’analisi Demopolis

Un anno fa, il 20 gennaio, Donald Trump si insediava alla Casa Bianca. Dopo 12 mesi, meno di un quarto degli italiani esprime un giudizio positivo sul Presidente americano. Secondo il trend dall’Istituto Demopolis, le opinioni favorevoli che nel gennaio 2025 raggiungevano il 42% crollano oggi al 22%.
L’azione militare degli Usa in Venezuela con la cattura e la deposizione di Maduro risulta apprezzata dal 52%. Di segno opposto è la reazione degli italiani all’intenzione, espressa da Trump, di acquisire la Groenlandia: l’80% ritiene l’annuncio di Trump grave e preoccupante.
Il 68% è convinto che – dopo appena un anno di Presidenza Trump – l’Europa sia oggi più debole sullo scenario globale.

Il peso dei partiti nel Barometro Politico Demopolis

Se si votasse oggi Fratelli d’Italia, il partito della Premier Giorgia Meloni, otterrebbe il 30%, mantenendo un vantaggio di oltre 7 punti sul Partito Democratico, attestato al 22,8%. Il Movimento 5 Stelle avrebbe il 12,4%. Restano appaiate Forza Italia e la Lega all’8,7%; l’alleanza Verdi Sinistra si posizionerebbe al 6,5%.
È l’ultima fotografia sul peso dei partiti, scattata dal Barometro Politico di fine anno dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
In calo l’affluenza, con oltre il 40% degli italiani che resterebbero a casa: un bacino consistente le cui scelte risulteranno determinanti alle prossime elezioni politiche. 

Vivere da adolescenti in Italia: presente e futuro delle nuove generazioni

Un terzo degli adolescenti italiani guarda con pessimismo al proprio futuro: il dato sale di 10 punti (43%) fra le ragazze ed i ragazzi che vivono in aree “difficili”, periferie e zone in deficit di servizi.
Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, promossa dall’impresa sociale “Con i bambini”.
Ma che cosa vorrebbero in più e di meglio nella propria zona? Gli under 18 che vivono in quartieri difficili rispondono con dichiarazioni di pragmatismo a tratti sorprendenti: servirebbe innanzi tutto, per il 62%, maggiore sicurezza, ma anche – per oltre il 50% – maggiore pulizia e luoghi per incontrarsi con gli amici o fare nuove amicizie. Il 39% vorrebbe anche scuole migliori.

L’Intelligenza Artificiale per il futuro della sanità? Indagine dell’Istituto Demopolis promossa da Fiaso

Di Intelligenza Artificiale si discute ormai regolarmente nel dibattito pubblico italiano: superate le consuete polarizzazioni fra entusiasti ed allarmisti, oggi iniziano ad emergere le applicazioni più utili al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, innanzi tutto in tema di salute e servizi sanitari.
Sono alcuni dei dati più significativi dell’indagine Demopolis, promossa da Fiaso, sull’IA per il futuro della sanità italiana.
Per il 61% degli italiani, nei prossimi 10 anni, l’Intelligenza Artificiale cambierà in meglio la gestione della salute e la cura delle malattie.

Chi siamo: profilo dell’Istituto Demopolis

Il metodo di lavoro di Demopolis, Istituto Nazionale di Ricerche diretto da Pietro Vento: clienti e prodotti, ambiti di analisi e di indagine, attività di consulenza e comunicazione.
Con un team di ricercatori ed esperti di comunicazione di pluriennale esperienza, Demòpolis studia le tendenze della società italiana con competenze mirate nell’analisi dell’opinione pubblica, nelle indagini demoscopiche, nella ricerca sociale, politica e di mercato, nella comunicazione e nella consulenza strategica.
L’Istituto ha realizzato indagini demoscopiche e sondaggi d’opinione per il programma Otto e Mezzo (LA7), Radio1 e il Giornale Radio Rai, per il TG1, il Tg2, il Tg3, le TGR Rai regionali e RaiNews, per diversi quotidiani e settimanali nazionali e regionali.

The Power to Know, and Act on, What Italians are Thinking, Doing and Feeling

Gran Premio Internazionale di Venezia: assegnato il Leone d’Oro per meriti professionali al direttore di Demopolis Pietro Vento

Nel corso di una cerimonia tenutasi nello storico Palazzo della Regione Veneto, è stato assegnato il Leone d’Oro del Gran Premio Internazionale di Venezia 2024 al direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento, uno dei principali esperti italiani nel campo della ricerca politica e sociale, nelle indagini demoscopiche e nell’analisi dell’opinione pubblica. A consegnare il riconoscimento sono stati il presidente della Giuria Maurilio Prioreschi e l’attrice Adriana Sarcinelli.
“Il Comitato del Gran Premio Internazionale di Venezia – si legge nella motivazione – assegna il Leone d’Oro di San Marco, per meriti professionali, al dott. Pietro Vento, direttore dell’Istituto Demopolis, per il suo alto contributo alla comprensione della realtà politica e sociale del Paese”.

Gli italiani e le sfide di Papa Francesco: indagine Demopolis

Il 76% degli italiani ha fiducia nel Pontefice, che si conferma oggi la figura pubblica della quale i cittadini si fidano di più: ben oltre la fede o la pratica religiosa. 
I risultati della ricerca sono stati presentati, in anteprima, a Papa Francesco, che ha ricevuto in udienza privata, nella Biblioteca del Palazzo Apostolico, il direttore di Demopolis Pietro Vento e le ricercatrici dell’Istituto Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Forte è l’auspicio che il Giubileo possa rafforzare l’attenzione sulle urgenze della società: il 70% degli italiani spera che, nel corso del 2025, cresca l’impegno per la pace in tutte le aree di guerra.
La maggioranza assoluta si augura che si rafforzi la lotta alle cause strutturali della povertà e della fame e l’impegno contro le disuguaglianze, temi che hanno contraddistinto il Pontificato di Francesco. 

L’opinione degli italiani sul Presidente Trump nel trend dell’Istituto Demopolis

A quasi 3 mesi dall’insediamento alla Casa Bianca, 2 italiani su 3 esprimono una valutazione negativa sul presidente americano Donald Trump. Meno di un quarto ne promuove l’operato. Particolarmente emblematico risulta il trend che emerge dalle indagini condotte negli ultimi mesi dall’Istituto Demopolis. e in novembre, mese della rielezione, i giudizi positivi degli italiani sul Presidente degli Stati Uniti erano del 40% e raggiungevano il 42% nel gennaio scorso al momento dell’insediamento, l’operato nei primi 100 giorni ha incrementato dubbi e perplessità dell’opinione pubblica: oggi appena il 23% degli italiani esprime un giudizio favorevole su Donald Trump. Nelle ultime settimane sono anche diminuiti gli ottimisti sui fronti di guerra a Gaza e in Ucraina.